Come sapete, o come avrete comunque avrete intuito leggendo le pagine di questo blog, nelle mie varie “incursioni” in giro per il mondo difficilmente mi sono soffermato a parlarvi di cibo. Non perchè sia un argomento che non mi interessa: sono pur sempre un italiano. Semplicemente non sento di poter raccontare nulla di speciale su questo tema, cosa che invece, suppongo, mi riesce quando mi trovo a parlare di fotografia e di fotografie, le mie o quelle che ho visto da qualche parte e che mi hanno colpito
Poi però sono arrivato ad Istanbul e, un po’ per caso come un po’ tutte le esperienze migliori della vita, sono finito al Garden 1897 Restaurant e ho deciso di fare un’eccezione.
Il fatto è che il Garden 1897 non è solo un ottimo ristorante (se così fosse non starei qui a raccontarvelo) ma è una storia che vale la pena di essere raccontata.


Una storia che inizia nel 1897 e che mi ha affascinato perché, fin da quando ho messe piede nel ristorante e ho iniziato a guardarmi intorno, oltre all’incredibile sinfonia di odori della cucina locale, ho percepito fortissima una sensazione che mi ha accompagnato durante tutto il mio pranzo; una sensazione vivida che ho sentito e rivisto in ogni particolare di questo posto, dall’estetica al cibo, dal servizio al rapporto col cliente. La passione!
Parliamoci chiaro… Le grandi capitali europee sono piene di ristoranti forse anche più belli del Garden 1897 Restaurant, che possono vantare chef stellati, standard di servizio a 28 stelle, etc etc. Ma la grave pecca di questi posti è che quando li vivi da dentro non senti in chi ti serve quel senso di passione che ho trovato qui. In questi grandi ristoranti senti solo di essere parte di un grande business, sei servito ma non accolto, coccolato ma non capito.


Ecco spero di avervi chiarito perchè tra me e il Garden 1897 di Istanbul è nata quasi una forma di innamoramento. E non prendetemi per sdolcinato… Parlo a ragion veduta (e mangiata). Un innamoramento che, come sempre quando si ha a che fare con questo sentimento che ci affascina e ci spaventa allo stesso tempo, inizia con gli occhi.  Entri in un locale dagli spazi generosi con gli archi a strisce alternate tipiche delle strutture arabe e che anche in Italia è possibile ritrovare in alcune cattedrali del Centro; pochi passi e se i arriva nel giardino (che poi da il nome al locale). 

Ecco, qui un’altra esperienza emotiva che voglio condividervi: sì perchè questo giardino finemente curato (stiamo pur sempre parlando del ristorante di un hotel di lusso) ha in sé i crismi e la grazia di quei cortili siciliani, dove luce,verde ed architetture creano spazi di profonda accoglienza, ambienti che ti fanno sentire immediatamente a casa anche se è la prima volta che ci metti piede.


Appena il tempo di capire che stai per goderti uno dei pranzi più piacevoli degli ultimi anni che il Garden 1897 inizia a sorprenderti con quello che ora, mentre ci ripenso, proverei a definire come un incredibile mix di accoglienza e pietanze gustosissime. Ripeto, non voglio trasformare questo post nell’ennesimo articolo di food blogging, ma quello che ho vissuto qui è davvero qualcosa da raccontare; immaginate di essere seduti ad un elegante tavolo stile orientale, immaginate che che vi serve riesca ad usare verso di voi  un mix di cordialità e grande rispetto che, come vi ho detto prima del giardino, inietta in maniera subdola nel vostro cervello quello strano stato d’animo per cui, seppur lontani da essa, in realtà vi sentite a casa e non vi immaginereste in nessun altro posto se non quello.


Non so come, Salih (il proprietario) e lo staff del suo ristorante riescano in questo. Anzi forse lo so ed è grazie alla parola chiave di cui vi parlavo prima: “la passione”. Per loro non è un lavoro, il cliente non è un bancomat che cammina. Tutti al Garden 1897 Restaurant, dall’ultimo degli inservienti al proprietario, si sentono attori responsabili di una storia ormai ultracentenaria che viene vissuta nella loro professione con religioso rispetto.


E poi arriva il cibo. Come detto non voglio farne il focus di questo post ma qualcosina ve la devo pur raccontare, d’altronde parliamo di un ristorante. La mia esperienza culinaria al Garden 1897? Il paragone che mi viene in mente e spero che, ancora una volta, non mi prendete per matto, è quello di un uomo che si siede in una stanza e comincia a ricevere baci e carezze da donne bellissime. Ecco cosa è il cibo al Garden 1897… Una mitragliata di coccole per le papille gustative, colori e sapori che esplodono vicendevolmente per la gioia degli occhi e del palato. Ampia carrellata di antipasti, primi squisiti e poi un pesce freschissimo, vini di grande qualità; tutto ampiamente condito dagli elementi tipici della cucina turca, le spezie e i condimenti, con cui da queste parti si suole accompagnare le portate principali ma anche quelle secondarie come il riso. 

Cannella, pepe, albicocche e prugne essiccate, cipolla, prezzemolo e noci: non pensi possano dar vita a capolavori visivo-gustativi e invece, se c’è passione nello selezionarli, nel prepararli e nel presentarli diventano “spettacolo” non più cibo. La passione, del Garden 1897 Restaurant, contro la mediocrità a cui ci siamo abituati e che ora vedo essere solo fuori dalle mura di questo giardino.

Non so dirvi quanto sia durata la mia permanenza in questo ristorante. Ed è inutile dirvi “come ho mangiato” e non è nemmeno quello che sento di volervi esprimere a valle di questa esperienza. Voglio però raccontarvi che, uscendo dal ristorante, mentre camminavo verso la vicina Moschea Blu più che sazio, mi sentivo rigenerato, più che soddisfatto da quello che doveva essere solo uno dei miei pranzi a Istanbul sentivo dentro di me qualcosa di diverso che non esagero a definire addirittura come felicità.