Andrà tutto bene?

Andrà tutto bene? Come realizzare un nuovo capitale umano, dopo l’epidemia più grande del XXI secolo. Alzi una mano chi, come me, dopo il primo mese di lockdown , ripercorreva con la mente le pagine del romanzo Cecità, di José Saramago.

Non starò qui a rinfrescarvi o, peggio ancora, svelarvi la trama (anche se ve ne consiglio la lettura). Ho notato alcune similitudini con la vita, quella vera, che stava accadendo sotto i miei occhi, seppur da una finestra sul mondo mediatico.

Sarà pure che “andrà tutto bene”,  ma resta il fatto che il male è irrazionale.

Colpisce tutti senza possibilità di appello alla meritocrazia. E noi, genere umano impreparato ad affrontare la più grande epidemia del secolo, avevamo un’importante scelta da operare.

Trasformare questa situazione di crisi in opportunità o svantaggio.

Diceva Darwin…

Secondo Charles Darwin non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento.

E il cambiamento mi sembra piuttosto evidente in questo momento storico, tra l’altro definitivo e tangibile.

Sarà diverso il nostro modo di viaggiare, la nostra prossemica diventerà più prudente, cambierà il nostro modo di lavorare e comunicare.

In una realtà imponderabile come questa, piena d’incognite e in continua trasformazione, abbiamo pochi sostegni ai quali aggrapparci saldamente.

Ma è pur vero che possiamo sempre selezionare ciò che può traghettarci verso una soluzione.

La tecnologia è nostra alleata perché permette di monitorare lo stato di avanzamento dell’epidemia, di accelerare la ricerca e dispensare aiuti economico-logistici in varie parti del mondo e in breve tempo.

Pensiamo alla scuola, che ha prontamente organizzato la didattica a distanza.

O al mondo del lavoro che ha potuto mantenere una flebile costanza negli esercizi di varie professioni, con il delivery, lo smartworking (ne parlo nel mio articolo Bleisure) insomma.

La rete di salvataggio è stata, ancora una volta, quella del web. E non solo per la sua capacità diffondere coraggio tramite meme come “andrà tutto bene”.

“Internet positivo”

Utilizzare internet, le App sviluppate ad hoc e i sistemi informatici ci aiuta non solo a semplificare alcune operazioni nella vita quotidiana già in assenza di emergenze.

Ma, in questo preciso frangente, ci permette di salvaguardare la vita dei cittadini.

Evitando file e assembramenti, il tutto, se lo vogliamo, senza perdere produttività e mantenendo alto il morale, elemento da prendere in seria considerazione.

Adottare un atteggiamento positivo e propositivo è sicuramente un fattore decisivo nella ripresa e qui introduco un secondo elemento, quello umano, chiave di volta per uscire da questa situazione.

Perché ne usciremo, in un modo o nell’altro ma se ne usciremo migliori, quello dipende esclusivamente da noi.

L’epidemia è la tela sulla quale dipingere una metafora tra ciò che accade e le reazioni dell’intera umanità, l’evoluzione delle relazioni interpersonali e i rapporti tra oppressi e oppressori.

Un fermo immagine, nella cornice dell’emergenza, di quelle che sono le ordinarie e non sempre nobili caratteristiche dell’animo umano.

Qual è la personalità collettiva (perdonate l’ossimoro) che emergerebbe da un simile quadro?

Un’umanità abbrutita, conflittuale o un’umanità magnanima e solidale?

Ancora una volta, ogni singolo individuo è un potenziale, determinante ago della bilancia.

Per questo le politiche sociali ora più che mai devono puntare a sviluppare un senso civico, un’identità di genere “umano”, allontanando lo spettro dell’isolamento, dell’alienazione e dell’annichilimento.

Realizzando forse addirittura per la prima volta nella storia, un perfetto equilibrio tra tecnologia e impiego nel senso “arcaico” del termine, tra piacere e impegno, un capitale umano 2.0 privo di angoscia.

Che non deve contendersi il posto di lavoro con le macchine ma che allo stesso tempo è libero, proprio grazie alle macchine stesse, di esprimere il suo potenziale e la sua creatività in sinergia con le regole di mercato.

In finale

La tecnologia può essere un trampolino di lancio. Per sviluppare una rete ma questa rete dovrà essere fatta di persone proattive, evolute e al passo con i tempi, che non perdano però di vista i più importanti valori morali.

Un ponte, insomma, tra le nuove esigenze materiali e quegli stessi valori sanciti nei principi fondamentali della nostra Costituzione, negli Artt. 2 e 3:

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

E ancora

[…] E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Di fronte a una sventura, di qualsiasi genere, si sopravvive per caso fortuito o per ingegno: siamo di fronte a un bivio, quale sentiero vogliamo prendere?