1. La macchina fotografica.

Per capire quale macchina fotografica usare e’ fondamentale conoscere quello che dobbiamo fare. Fotografando di notte occorre far arrivare al sensore il giusto quantitativo di luce senza che la foto risulti troppo rumorosa per fare cio’ abbiamo a disposizione i seguenti 3 elementi:

  • Tempo di esposizione
  • Apertura di diaframma
  • ISO

Non mi fermo qui a spiegare il significato di questi tre parametri dando per scontato che gia’ li conosciate bene e quindi sapete che per poter agire su questi elementi la macchina fotografica dovrà’ essere in grado di avere tempi di esposizione regolabili manualmente fino a 30 secondi, un obiettivo capace di raccogliere quanta piu’ luce possibile e un buon comportamento utilizzando gli ISO elevati.

C’è da considerare anche un altro importante elemento, il sensore. Questo deve essere di buona qualita’ ma non significa pero’ che deve necessariamente avere un maggior numero di pixel.

Detto questo, visto che il nostro scopo e’ fotografare l’Aurora Boreale, dobbiamo scegliere macchine con un basso rumore ed alti ISO e, come dicevo prima, devono avere tempi di esposizione lunghi ed un ottica abbastanza luminosa.

La scelta quindi va necessariamente sulle reflex o mirrorless.

Io ho scattato sia con una Fujifilm GFX50S che con una Nikon D810 che con una Sony 7RII ma nulla vieta di scattare con una entry level.

2. Strumentazione necessaria

  1. Un treppiede stabile
  2. una lente grandangolare luminosa
  3. batterie di riserva
  4. un telecomando
  5. un tappo copri oculare nel caso si usasse una reflex
  6. una torcia

Il treppiede

Non sottovalutate il treppiede, scattiamo con un tempo di posa maggiore di un secondo quindi serve sia molto stabile anche perche’ il vento da quelle parti non scherza e puo’ giocare brutti scherzi

Se ha le manopole di gomma e’ meglio, il treppiede diventa molto freddo a quelle temperature ed inoltre facilitano la presa. Un altro accessorio utile e’ la livella ma non indispensabile in quanto ormai tutte le macchine fotografiche ne hanno una.

Obiettivo

Visto che dobbiamo fotografare un paesaggio occorre utilizzare lenti con focali corte, i grandangolari in quanto hanno un ampio angolo visivo

Non esiste una focale migliore, dipende dal gusto personale pero’ tenete presente che piu’ è ampia e piu’ c’è la possibilità di introdurre distorsioni specie sui bordi. Io ho usato dal 14mm fino al 23mm in medio formato. Sono da privilegiare le lenti con apertura uguale o inferiore a f/2.8 in quanto devono lasciar passare piu’ luce possibile nel minor tempo possibile.

Batterie di scorta

Il freddo e’ nemico delle batterie e la loro durata e’ direttamente proporzionale alla temperatura, piu’ è bassa minore sarà la loro durata. Nei Paesi nordici le temperature si aggirano sui -20 gradi celsius e quindi le batterie ne risentiranno parecchio.

Zaino

Ovviamente serve uno zaino adatto a trasportare tutta la vostra attrezzatura. Assicurativi che sia waterproof perche’ lo appoggerete sulla neve. Inoltre puo’ essere utile da appendere al treppiedi per consentirgli maggiore stabilita’. Un consiglio… Lasciate lo zaino in macchina quando rientrare in albergo, portate con voi solamente le schede di memoria. Purtroppo lo sbalzo di temperatura crea condensa sugli obiettivi e sulla macchina fotografica e la rende inutilizzabile per molto tempo. Lasciatela senza problemi al freddo e non abbiate timore dei furti, non rubano da quelle parti.

Scatto remoto

Per poter avere immagini ferme bisogna prevenire le vibrazioni e la pressione del pulsante di scatto puo’ rovinarvi una meravigliosa immagine. Munitevi quindi di uno scatto remoto o, in alternativa, usate l’autoscatto della macchina.

Tappo coprioculare

Se utilizzate una reflex sarebbe opportuno coprire l’oculare per evitare che la luce confonda il sensore. Se non lo avete un nastro nero va bene lo stesso

Torcia frontale

Per fotografare l’aurora boreale bisogna essere al buio e quindi vi sara’ molto difficile settare la vostra macchina. Una torcia frontale potrà’ esservi di auto ma accertatevi che ci sia la possibilità’ di avere una luce rossa altrimenti resterete accecati dal bagliore della luce bianca.

IMPOSTAZIONI DELLA FOTOCAMERA

Come configurazione di base poter usare questi parametri:

  • Autofocus: OFF
  • Luce auto focus: OFF
  • Riduzione delle vibrazioni (se presente): OFF
  • Riduzione del rumore: ON
  • Bilanciamento del bianco: 2900-3200 k (ma questo puo’ essere modificato poi in post-produzioni
  • Salvataggio file: RAW

ISO e tempi di scatto

Come gia’ detto in precedenza l’ISO deve essere il pipo’ elevato possibile evitando pero’ la perdita di dettaglio. Per iniziare un valore compreso da 800 e 3200 dovrebbe andare bene. Il tempo di scatto deve essere lungo ma non cosi’ tanto da avere quelle noiose strisce di stelle.

Esiste una semplice formula per trovare il tempo massimo di posa ed e’ la regola del 600 (su full frame o 500 nel caso di APS-C). Consiste nel dividere 600 per la focale dell’obiettivo usato per cui con un obiettivo 20mm su full frame il tempo massimo di scatto sara’ indicativamente di 600/20 = 30 secondi. C’e’ da tenere presente pero’ che l’effetto della rotazione delle stelle e’ minore vicino alla stella polare e maggiore a 90 gradi da essa. Quindi partiamo con il settore valori ISO da 800 in su e tempi di scatto da qualche secondo a qualche decina di secondi.

In caso l’aurora fosse molto intensa, si puo’ scendere con gli ISO per avere una maggiore nitidezza oppure scendere con i tempi di scatto per fissare meglio il movimento dell’aurora.

ESPOSIZIONE

Alcuni fotografi anzichè impostare manualmente il tempo di posa lasciano questo compito alla macchina, scattando in modalità’ “priorità di diaframmi” rettando l’esposizione su matrix o multizona. Occorre pero’ fare alcune prove perchè molto spesso sarà necessario regolare la compensazione dell’esposizione su valori negativi. Potete controllare meglio la corretta esposizione abbassando la luminosità del display e controllando l’istogramma. Questi ultimi ci daranno informazioni sulla distribuzione delle ombre, mezzi toni e luci all’interno della nostra foto.

L’istogramma e’ un grafico che mostra, partendo da sinistra e andando verso destra, la quantità di pixel bui, con poca luce, con toni medi e con alte luci. Una foto esposta correttamente dovrà avere una distribuzione uniforme senza che ci siano pixel bui o eccessivamente saturi di luce.

Non sempre però e’ possibile avere una situazione del genere perche’ il range di luce che è in grado di catturare la macchina fotografica è limitato rispetto al mondo reale. Se in una foto ci sono zone di forte ombra e forte luce per forza di cose si dovrà necessariamente rinunciare a visualizzare correttamente l’una o l’altra.

I pixel bui o saturi non possono essere modificati in post produzione e quindi nella foto finale avremo delle zone bruciate, completamente bianche o completamente nere. Questo significa che non si potrà ripristinare una zona d’ombra o una troppo illuminata.

Una tecnica utile per esporre correttamente è quella dell’esposizione a destra, vale a dire fare in modo che l’istogramma arrivi a toccare l’estremità destra senza pero’ oltrepassarla. Per mia scelta personale preferisco rettare la macchina manualmente per avere una certa costanza negli scatti.

Se vi piace lo startrail puo’ essere utile aumentare il tempo di esposizione oltre il limite che consente di avere le stelle puntiformi. Potete realizzare questo effetto con un unica foto con una lunga esposizione (30 minuti) oppure sommare un gran numero di pose piu’ corte. Nel primo caso vi consiglio di chiudere il diaframma a f/8, f/10 ed abbassare gli ISO perche’ con le pose lunghe si rischia di far saturare il fondo del cielo che alla fine risulterà troppo illuminato. La seconda opzione invece consente di mantenere i settari visti finora e sfruttare un software come Startrails per sommare la sequenza di foto.

C’è da dire che lo startrails con l’aurora si può realizzare solamente se quest’ultima e molto statica altrimenti rischiate di avere un’immagina tutta verde.

Apertura del diaframma

Sapete cos’e’ un diaframma, piu’ aprite piu’ luce entra. E’ anche vero che alla massima apertura gli obiettivi non performano in maniera eccellente, per cui sarebbe opportuno chiuderli di uno o due stop. Valutate la situazione per capire cosa e’ meglio fare. In una nottata di luna piena puo’ essere utile ma con un cielo completamente nero no.

Messa a fuoco

Questo è un tema delicato e richiede molta attenzione ma non preoccupatevi perche’ e’ sufficiente solamente un po’ di pratica. La prima cosa da fare e’ impostare la messa a fuoco manuale, sia sull’obiettivo che sulla camera. Occorre poi un soggetto luminoso a distanza tale che possa essere considerata infinita. Un lampione o anche la Luna possono fare al nostro caso. In casi estremi si deve puntare alla stella piu’ luminosa.

Fate esercizio prima di cimentarvi con l’aurora, una qualsiasi serata puo’ andare bene. O, meglio ancora, provate di giorno cosi’ potrete apprendere meglio la tecnica in modo da non aver problemi con la scarsa luminosità. Usate comunque un cavalletto, anche se di giorno (e disabilitate la stabilizzazione dell’obiettivo).

Attivate il live view e zommate sull’oggetto inquadrato mettendo a fuoco (ricordatevi di disabilitare l’autofocus). Ruotare la ghiera della messa a fuoco andando lentamente facendo avanti e indietro fino a trovare la giusta messa a fuoco. Scattate la foto e controllate che il fuoco sia corretto. L’obiettivo dovrebbe indicare l’esatta distanza che corrisponde con la messa a fuoco all’infinito, segnatela ed eventualmente utilizzate un pezzetto di scotch per fare un segno sull’obiettivo per avere la misura corretta. Normalmente l’indicatore dovrebbe fermarsi poco prima del simbolo infinito ma non e’ sempre così, specie con gli zoom.

Ricontrollate spesso la messa a fuoco perche’ puo’ essere influenzata anche dalla temperatura esterna, quindi un rapido check prima di scattare e’ opportuno. Nel caso utilizziate obiettivi molto luminosi, sotto cioe’ f/2,8, la situazione si complica in quando la profondita’ di campo e’ molto ridotta e possono subentrare problemi di distorsione agli angoli del fotogramma.

Cura dell’attrezzatura

Le basse temperature possono creare non pochi problemi alla vostra attrezzatura. Occorre pertanto prestare attenzione. Mai e poi mai avvicinarsi con il viso alla lente, e’ sufficiente il proprio respiro per far depositare sull’obiettivo una patina di ghiaccio. Il respiro si condensa e si ghiaccia immediatamente. Il freddo e’ inoltre dannoso per i cristalli liquidi del monitor che smettono di lavorare a basse temperature ma finche’ la macchina e’ accesa non ci saranno problemi. Se pero’ la tenete spenta a lungo o se la temperatura scende sotto i -30 gradi centigradi si noterà’ un rallentamento nella visualizzazione del display.

Proteggete la vostra camera, magari con una sciarpa. Un altro problema serio che puo’ presentarsi e’ la formazione della condensa quando si rientra al caldo dopo aver terminato la sessione fotografica. Il brusco passaggio dal freddo al caldo porta immancabilmente delle goccioline di acqua sulla lente. Io di solito lascio l’attrezzatura nella macchina portando con me solamente le schede di memoria cosi’ evito problemi di condensa che renderebbero la macchina inutilizzabile a lungo.

Un altro problema che avrete con il freddo e’ la durata delle batterie. A basse temperature durano poco quindi portatevi qualche batteria di scorta.

Consigli utili

L’Aurora e’ imprevedibile, o quasi… Per fortuna ci sono alcuni strumenti molto efficienti nei paesi nordici per controllare il meteo e l’attivita’ solare.

Io uso questi che sono molto affidabili:

Quest’ultimo mostra un grafico che da informazioni sull’attività’ magnetica in corso rilevata dal magnetometro di Trømso.

Basta seguire le attivita’ delle linee per avere un’idea della potenza dell’aurora (misurata in kp che e’ l’indice dell’aurora)

Esistono anche alcune app per lo smartphone ma non sono cosi’ affidabili come i siti che ho menzionato sopra.

Buon divertimento!