Introduzione al Bleisure

Secondo il pensiero dominante nella penisola italica (e non solo), il lavoro deve essere necessariamente associato alla fatica, al sacrificio, alla sopportazione di datori e colleghi.

La tecnologia ci insegna invece che, se usata correttamente,  da sola può aprirci confini non solo geografici ma anche e soprattutto mentali.

Nascono così neologismi come “bleisure” (unione tra Business e il Leisure) o “smartworking (ossia il telelavoro, solo con un look più anglofono).

Il bleisure ha preso piede dal 2011 e si è diffuso rapidamente mentre il termine smartworking è ormai ben noto, anche grazie alla recente epidemia da Covid-19.

I vantaggi dei nuovi modelli di lavoro

I vantaggi di questi nuovi modelli sono stati oggetto di studi dai quali è emerso che lavorare in maggiore autonomia, riducendo le ore in ufficio e gestendo il proprio carico in maniera personalizzata (salvaguardando comunque e in ogni caso le esigenze aziendali), aumenta la produttività del lavoratore.

Una recente ricerca stima un incremento del 15% per quanto riguarda il rendimento e una diminuzione del 20% dell’assenteismo.

Basta avere una connessione e un buon pc e (questo è proprio il caso di dirlo), “il lavoro è fatto”!

Possiamo utilizzare una vasta gamma di prodotti e servizi. 

Software adatti alle più svariate esigenze, programmi per la fatturazione elettronica, gestionali in cloud per avere tutto a portata di mano.

E’ un potenziale modello di business intelligente, ve lo posso garantire.

Perché è il metodo che ho testato empiricamente nella mia attività da più di vent’anni a questa parte, quando la tecnologia non era nemmeno così sviluppata.

Gli esordi del mio blaisure

Ho iniziato a operare su piattaforma digitale moltissimi anni fa e il mio ufficio ha avuto sede ovunque, così come ovunque erano i miei collaboratori.

Senza nemmeno l’utilizzo del telefono ma grazie a una proficua comunicazione via e-mail sono riuscito, col mio team virtuale, a ottimizzare meeting di lavoro.

Sono anche riuscito a elaborare strategie, pianificare la mia agenda e mantenere la mia attività in attivo, conciliando la mia grande passione per i viaggi e la fotografia con la mia professione.

Migliorando l’equilibrio tra lavoro e vita privata, per me come per i miei dipendenti, ho visto nascere una maggiore sinergia.

E ho notato come tutto questo riconduca a una serie di vantaggi per l’azienda e per il singolo.

Sicuramente all’epoca è stato un po’ azzardato, ma ora è il sogno di molti, soprattutto giovani, ai quali vorrei dire che non è un gioco.

Richiede impegno, costanza e disciplina poiché le opportunità non piovono dal cielo.

Inoltre, con lo smartworking, si rischia di rendere labile il confine tra lavoro e tempo libero, importantissimo per essere produttivi e mantenere la giusta lucidità mentale.

Rimane infatti sempre necessario riservandosi momenti di svago senza intaccare la qualità del proprio operato.

Nella mia personale esperienza, nella mia scommessa con la Vita ho puntato su empatia, spirito di adattamento e intuito, aggiungendo la giusta dose di follia, ma ne è valsa la pena.

Sono un imprenditore fortunato o un precursore dei tempi?

Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo “Viaggio, dunque Sono”.