L’effetto Aurora Boreale su di me.

Una premssa prima di parlare dell’Aurora Boreale. Chi mi conosce sa che sono una persona molto sicura di se. Non è presunzione, ma semplicemente un forte senso di consapevolezza che, forse anche complice il mio lavoro di imprenditore, ho dovuto costruirmi negli anni per essere sempre in grado di affrontare le sfide e le difficoltà lavorative e personali che mi si sono poste davanti.

E provare anche ad essere un riferimento in tal senso per chi mi stava vicino, che fossero familiari o collaboratori.

Eppure vi assicuro che anche “un io” importante come quello del sottoscritto si è sentito piccolo, piccolissimo, di fronte al più imponente dei fenomeni naturali a cui è possibile assistere su questo nostro meraviglioso Pianeta: l’Aurora Boreale.

Una sorpresa senza fine

Per quanto noi possiamo leggere, studiare e guardare foto, vedere l’Aurora Boreale è realmente una di quelle esperienze che non ci trova mai pronti.

E’ uno degli spettacoli più belli a cui si possa assistere, da togliere il fiato, da farci piangere dalla gioia (e vi assicuro che non sto esagerando, ho visto piangere di commozione vicino a me omoni scandinavi sulla cinquantina come fossero bambini).

Da farci restare sdraiati in mezzo alla neve per ore con il naso all’insù e con i battiti del cuore accellerati.

Si prova anche una sensazione di impotenza rispetto a tanta bellezza e a quello che la Natura è in grado di offrire, tanto da farci restare in rispettoso silenzio o al massimo dare spazio alle lacrime.

Lacrime che, inevitabilmente, bagneranno il nostro viso, mentre osserviamo emozionati il balletto di luci e colori che si presenta in cielo.

E’ tutto vero!

Ricordo la sensazione di incredulità di quei momenti, e quella inconsapevole tendenza a guardarsi intorno, quasi a voler cercare da qualche parte un ipotetico mega tecnico delle luci in grado di orchestrare questo immenso show alle nostre spalle.

Ed invece è tutto naturale.

Ed è qualcosa che il nostro cervello, sempre deciso a voler spiegare tutto secondo i nostri mezzi e le nostre conoscenze, non è subito in grado di accettare.

Ma anche tale incredulità è parte imprescindibile dello spettacolo…

Tutto ha origine dal Sole, a circa 149 milioni di chilometri dalla Terra, da cui parte un vento solare che, carico di protoni ed elettroni, si dirige verso la Terra.

Raggiunta la ionosfera terrestre, ovvero l’atmosfera compresa tra i 100 e i 500 km, queste particelle, interagendo con essa, eccitano gli atomi presenti dando così vita all’Aurora Polare.

Il fenomeno ha maggiore intensità nelle zone attorno ai poli e a seconda dell’emisfero in cui la si osserva.

L’ Aurora Polare viene anche chiamata Aurora Boreale se la si osserva nell’emisfero nord o Aurora Australe se la si osserva nell’emisfero sud.

Un po’ di “scienza”

Le aurore più intense si hanno quando è in corso una tempesta magnetica causata da una forte attività del Sole.

In tal caso saranno visibili anche in zone lontane dai poli. L’Aurora Boreale si può vedere al di sopra del Circolo Polare Artico. Servono appunto certe latitudini e vicino ai poli è più semplice.

Chiedete sempre alle persone del posto le indicazioni, ma consapevoli che vi diranno che è l’aurora è imprevedibile e che il meteo cambia di continuo.

Alcuni consigli: – Cercate un posto realmente buio e nascosto per goderne, meglio se con ampia veduta aperta a 360 gradi. – Vestitevi davvero pesanti, e cercate di restare fuori più a lungo possibile quando il cielo è terso. Se vedete le stelle, le possibilità sono più concrete.

Mi piace pensare, riguardando l’album delle fotografie scattate in quelle notti al Circolo Polare Artico, di riuscire a regalare a voi che le vedrete anche solo un briciolo di quella suggestione che quell’esperienza ha tracciato nel mio cuore di appassionato di fotografia di paesaggi.

Un’esperienza a cui devo molto non tanto e non solo per quello che mi ha fatto “vedere”, ma per come mi ha fatto “sentire”.

Ho avuto infatti il privilegio, e capita davvero a pochi, di sentirmi di nuovo bambino a cinquant’anni compiuti. Una sensazione che mi è ricapitato di provare mentre ero alle Maldive.

E di questo sarò sempre grato a quel cielo, a quelle stelle, a quella luce…